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OMELIA DEL SANTO PADRE Per La Canonizzazione

dei nuovi 4 Santi

Se vuoi ascoltare

Cari fratelli e sorelle,

celebriamo oggi la solennità della Santissima Trinità. Dopo il tempo pasquale, dopo aver rivissuto l'avvenimento della Pentecoste, che rinnova il battesimo della Chiesa nello Spirito Santo, volgiamo per così dire lo sguardo verso "i cieli aperti" per entrare con gli occhi della fede nelle profondità del mistero di Dio, Uno nella sostanza e Trino nelle persone: Padre e Figlio e Spirito Santo. Mentre ci lasciamo avvolgere da questo sommo mistero, ammiriamo la gloria di Dio, che si riflette nella vita dei Santi; la contempliamo soprattutto in quelli che poc'anzi ho proposto alla venerazione della Chiesa universale: Giorgio Preca, Szymon di Lipnica, Karel van Sint Andries Houben e Marie Eugénie de Jésus Milleret. A tutti i pellegrini, qui convenuti per rendere omaggio a questi testimoni esemplari del Vangelo, rivolgo il mio cordiale saluto. Saluto, in particolare, i Signori Cardinali, i Signori Presidenti delle Filippine, di Irlanda, di Malta e di Polonia, i venerati Fratelli nell'Episcopato, le Delegazioni governative e le altre Autorità civili, che prendono parte a questa celebrazione.

Nella prima Lettura, tratta dal Libro dei Proverbi , entra in scena la Sapienza , che sta al fianco di Dio come assistente, come "architetto" (8,30). Stupenda è la "panoramica" sul cosmo osservato con i suoi occhi. La Sapienza stessa confessa: "Mi ricreavo sul globo terrestre, / ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo" (8,31). È in mezzo agli esseri umani che essa ama dimorare, perché in essi riconosce l'immagine e la somiglianza del Creatore. Questa relazione preferenziale della Sapienza con gli uomini fa pensare ad un celebre passo di un altro libro sapienziale, il Libro della Sapienza : "La sapienza – vi leggiamo – è un'emanazione della potenza di Dio /… Pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova / e attraverso le età entrando nelle anime sante, / forma amici di Dio e profeti " ( Sap 7,25-27). Quest'ultima suggestiva espressione invita a considerare la multiforme e inesauribile manifestazione della santità nel popolo di Dio lungo i secoli. La Sapienza di Dio si manifesta nel cosmo, nella varietà e bellezza dei suoi elementi, ma i suoi capolavori sono i santi .

Nel brano della Lettera dell'apostolo Paolo ai Romani troviamo un'immagine simile: quella dell' amore di Dio "riversato nei cuori" dei santi , cioè dei battezzati, "per mezzo dello Spirito Santo" che è stato loro donato (cfr Rm 5,5). È attraverso Cristo che passa il dono dello Spirito, "Persona-amore, Persona-dono", come l'ha definito il Servo di Dio Giovanni Paolo II (Enc. Dominum et vivificantem , 10). Per mezzo di Cristo, lo Spirito di Dio giunge a noi quale principio di vita nuova, "santa". Lo Spirito pone l'amore di Dio nel cuore dei credenti nella forma concreta che aveva nell'uomo Gesù di Nazaret. Si realizza così quanto dice san Paolo nella Lettera ai Colossesi : "Cristo in voi, speranza della gloria" (1,27). Le "tribolazioni" non sono in contrasto con questa speranza, anzi, concorrono a realizzarla, attraverso la "pazienza" e la "virtù provata" ( Rm 5,3-4): è la via di Gesù, la via della Croce.

Nella medesima prospettiva, della Sapienza di Dio incarnata in Cristo e comunicata dallo Spirito Santo, il Vangelo ci ha suggerito che Dio Padre continua a manifestare il suo disegno d'amore mediante i santi . Anche qui, accade quanto abbiamo già notato a proposito della Sapienza: lo Spirito di verità rivela il disegno di Dio nella molteplicità degli elementi del cosmo e lo fa soprattutto mediante le persone umane, in modo speciale mediante i santi e le sante. In effetti, "l'immagine del Dio invisibile" ( Col 1,15) è propriamente solo Gesù Cristo, "il Santo e il Giusto" ( At 3,14). Egli è la Sapienza incarnata, il Logos creatore che trova la sua gioia nel dimorare tra i figli dell'uomo, in mezzo ai quali ha posto la sua tenda (cfr Gv 1,14). In Lui è piaciuto a Dio riporre "ogni pienezza" (cfr Col 1,19); o, come dice Egli stesso nel brano evangelico odierno: "Tutto quello che il Padre possiede è mio" ( Gv 16,15). Ogni singolo Santo partecipa della ricchezza di Cristo ripresa dal Padre e comunicata a tempo opportuno. È sempre la stessa santità di Gesù, è sempre Lui, il "Santo", che lo Spirito plasma nelle "anime sante", formando amici di Gesù e testimoni della sua santità.

Un amico di Gesù e testimone della santità che viene da Lui fu Giorgio Preca, nato a La Valletta nell'isola di Malta. Fu un sacerdote tutto dedito all'evangelizzazione: con la predicazione, con gli scritti, con la guida spirituale e l'amministrazione dei Sacramenti e prima di tutto con l'esempio della sua vita. L'espressione del Vangelo di Giovanni " Verbum caro factum est " orientò sempre la sua anima e la sua azione, e così il Signore ha potuto servirsi di lui per dar vita ad un'opera benemerita, la "Società della Dottrina Cristiana", che mira ad assicurare alle parrocchie il servizio qualificato di catechisti ben preparati e generosi. Anima profondamente sacerdotale e mistica, egli si effondeva in slanci d'amore verso Dio, verso Gesù, la Vergine Maria e i Santi. Amava ripetere: "Signore Dio, quanto ti sono obbligato! Grazie, Signore Dio, e perdonami, Signore Dio!". San Giorgio Preca aiuti la Chiesa ad essere sempre, a Malta e nel mondo, l'eco fedele della voce del Cristo, Verbo incarnato.

Nowy swiety, Szymon z Lipnicy , wielki syn ziemi polskiej i swiadek Chrystusa o duchowosci sw. Franciszka z Asyzu, zyl w odleglych czasach, ale wlasnie dzis jest dany Kosciolowi jako aktualny wzór chrzescijanina, który – zainspirowany duchem Ewangelii – gotów jest oddac zycie za braci. Tak tez, przepelniony milosierna miloscia, która czerpal z Eucharystii, nie ociagal sie z niesieniem pomocy chorym dotknietym zaraza, która i jego doprowadzila do smierci. Dzis w sposób szczególny zawierzamy jego opiece tych, którzy cierpia z powodu ubóstwa, choroby, osamotnienia i niesprawiedliwosci spolecznej. Przez jego wstawiennictwo prosimy dla nas o laske wytrwalej, czynnej milosci do Chrystusa i do braci.

[Il novello santo, Simone da Lipnica, grande figlio della terra polacca, testimone di Cristo e seguace della spiritualità di San Francesco d'Assisi, è vissuto in epoca lontana, ma proprio oggi è proposto alla Chiesa come modello attuale di un cristiano che – animato dallo spirito del Vangelo – è pronto a dedicare la vita per i fratelli. Così, colmo della misericordia che attingeva dall'Eucaristia, non esitò a portare l'aiuto ai malati colpiti dalla peste, contraendo tale morbo che condusse alla morte anche lui. Oggi in modo particolare affidiamo alla sua protezione coloro che soffrono a causa della povertà, della malattia, della solitudine e dell'ingiustizia sociale. Tramite la sua intercessione chiediamo per noi la grazia dell'amore perseverante ed attivo, per Cristo e per i fratelli.]

"The love of God has been poured into our hearts by the Holy Spirit which has been given us." Truly, in the case of the Passionist priest, Charles of Saint Andrew Houben , we see how that love overflowed in a life totally dedicated to the care of souls. During his many years of priestly ministry in England and Ireland, the people flocked to him to seek out his wise counsel, his compassionate care and his healing touch. In the sick and the suffering he recognized the face of the Crucified Christ, to whom he had a lifelong devotion. He drank deeply from the rivers of living water that poured forth from the side of the Pierced One, and in the power of the Spirit he bore witness before the world to the Father's love. At the funeral of this much-loved priest, affectionately known as Father Charles of Mount Argus, his superior was moved to observe: "The people have already declared him a saint."

Marie-Eugénie Milleret nous rappelle tout d'abord l'importance de l'Eucharistie dans la vie chrétienne et dans la croissance spirituelle. En effet, comme elle le souligne elle-même, sa première communion fut un temps fort, même si elle ne s'en aperçut pas complètement à ce moment-là. Le Christ, présent au plus profond de son cœur, travaillait en elle, lui laissant le temps de marcher à son rythme, de poursuivre sa quête intérieure qui la conduirait jusqu'à se donner totalement au Seigneur dans la vie religieuse, en réponse aux appels de son temps. Elle percevait notamment l'importance de transmettre aux jeunes générations, en particulier aux jeunes filles, une formation intellectuelle, morale et spirituelle, qui ferait d'elles des adultes capables de prendre en charge la vie de leur famille, sachant apporter leur contribution à l'Église et à la société. Tout au long de sa vie elle trouva la force pour sa mission dans la vie d'oraison, associant sans cesse contemplation et action. Puisse l'exemple de sainte Marie-Eugénie inviter les hommes et les femmes d'aujourd'hui à transmettre aux jeunes les valeurs qui les aideront à devenir des adultes forts et des témoins joyeux du Ressuscité. Que les jeunes n'aient pas peur d'accueillir ces valeurs morales et spirituelles, de les vivre dans la patience et la fidélité. C'est ainsi qu'ils construiront leur personnalité et qu'ils prépareront leur avenir.

Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie a Dio per le meraviglie che ha compiuto nei Santi, nei quali risplende la sua gloria. Lasciamoci attrarre dai loro esempi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché tutta la nostra esistenza diventi, come la loro, un cantico di lode a gloria della Santissima Trinità. Ci ottenga questa grazia Maria, la Regina dei Santi, e l'intercessione di questi quattro nuovi "Fratelli maggiori" che oggi con gioia veneriamo. Amen.

 

 

 

Racconto del miracolo attribuito all'intercessione

di Maria Eugenia di Gesù

Nel 1993, una coppia europea desiderava adottare una bambina filippina. Fu chiesto alla signora Carmen V. Bondoc di seguire le procedure di adozione

Una bambina nata nel febbrario 1995 e in stato di adottabilità, venne subito accolta in casa Bondoc, in attesa di essere affidata alla famiglia che la desiderava Fatta visitare da un pediatra fu trovata in buona salute.

Quando la piccola ebbe tre mesi ci si rese conto che essa non riusciva a mettere a fuoco le persone e le cose.

Si diagnosticò una “sindrome da nistagmo”, che provoca un movimento rotatorio e ritmato degli occhi quando la testa si muove e che dipende da un disturbo del sistema nervoso.

I Bondoc nel frattempo decisero di tenere con sé la bimba. Quindi Maria Carmela Teresa Eugenia, “Risa” come fu soprannominata, divenne la terza figlia dei signori Rodendo Bondoc.

All'età di sei mesi, Risa fu sottoposta ad una serie d'esami clinici che evidenziarono un indebolimento dei muscoli oculari preposti al movimento, che avrebbe ridotto notevolmente la sua capacità visiva. Il medico aggiunse che Risa, per leggere, avrebbe dovuto far uso di occhiali con lenti molto spesse. Precisò inoltre che la patologia dipendeva dal cervello”. Raccomandò quindi di portare la bimba da un neurologo pediatrico.

Dopo un esame approfondito, il neurologo pediatrico fece fare alla piccola una risonanza magnetica. I risultati mostrarono l'esistenza di una malformazione nell'emisfero sinistro del cervello. Il corpo calloso che collega i due emisferi non si era formato e mancava pure il corpo pellucido.

Quando i Bondoc seppero la notizia, “presero d'assalto il cielo”. Pregarono particolarmente la beata Maria Eugenia Milleret ed iniziarono una novena per chiedere la guarigione di Risa. Da allora la bimba porta sempre su di sé una reliquia di Maria Eugenia.

Il neurologo pediatrico li informò in seguito che Risa avrebbe potuto soffrire di convulsioni e di altre malattie a causa della lesione cerebrale diagnosticata e li avvertì che doveva essere assolutamente evitato ogni brusco cambiamento di temperatura cerebrale. Disse loro chiaramente che non esisteva alcuna cura e che solo un miracolo avrebbe permesso alla piccola una vita normale. Un altro medico consultato affermò che Risa non avrebbe mai camminato, né parlato, né visto.

All'età di un anno e tre mesi fu portata negli Stati Uniti, a Houston e visitata da vari medici. Il primo era un oftalmologo pediatrico che affermò che la bimba non avrebbe mai potuto vedere perché i nervi ottici erano inesistenti. Il neurologo fece una diagnosi precisa della sua malattia: “displasia septo-ottica accompagnata da schizocefalia”. I risultati della risonanza magnetica effettuata a Houston mostrarono chiaramente che “ il corpo pellucido era inesistente, il corpo calloso non s'era formato, c'era anche un'ipoplasia dei nervi ottici e del chiasmo. L'ipofisi e il peduncolo dell'ipotalamo erano piccolissimi”.

La parte sinistra del cervello non si era sviluppata se non parzialmente. Si erano formati solo pochi neuroni e

il corpo calloso che unisce i due emisferi del cervello non s'era sviluppato o era quasi inesistente.

Da Houston Risa venne a Parigi, nella casa generalizia delle Religiose dell'Assunzione. Alla presenza della superiora generale, suor Cristina Maria, e di due consigliere, la bimba fu deposta sulla tomba della beata Maria Eugenia Milleret per chiederne la guarigione.

Sette mesi dopo, -dicembre 1996- le fu diagnosticato anche un diabete insipido.

Nel 1997, quando Risa fu portata a Houston per una visita di routine, il neurologo disse che “ le sue abilità attuali erano del tutto eccezionali… e il suo funzionamento straordinario”.

Risa è un'alunna dell' Assomption College, basic Education division. “Le sue capacità linguistiche corrispondono costantemente a quelle proprie delle bambine della sa età. Continua a far prova di capacità di socializzazione e di apprendimento nella norma. Dimostra una straordinaria disponibilità a svolgere i compiti che le vengono assegnati”,

 

9 ottobre 2003

San Lorenzo-Filippine

 

 

La Canonizzazione di Madre Maria Eugenia di Gesù avrà luogo il 3 giungno a Roma.

Dopo il concistoro del 23 febbraio ecco qualche eco dalla radio vaticana e dalla commissione "canonizzazione".

(...)

La Chiesa avrà presto 5 nuovi Santi. Venerdì prossimo 23 febbraio, alle ore 11.00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà infatti luogo, durante la celebrazione dell'Ora Sesta, il Concistoro ordinario pubblico presieduto dal Papa per la canonizzazione di cinque Beati. Lo rende noto oggi con una notificazione mons. Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie. Ce ne parla Sergio Centofanti .


Tra i 5 prossimi nuovi Santi figura il Frate Minore polacco Simone da Lipnica, vissuto nel 1400: fu grande predicatore e devoto del nome di Gesù. Sapeva comunicare con grande semplicità le più difficili questioni di fede. Ma amava non solo a parole: nel 1482 scoppia a Cracovia una terribile epidemia di peste. E' in prima linea nel curare i malati e nel prestare loro conforto spirituale, incurante del contagio. Cosa che avviene. Muore di peste in quello stesso anno. Sul letto di morte formula una richiesta singolare: essere sepolto sotto l'ingresso di una Chiesa per essere calpestato da tutti i fedeli. Sarà proclamato Santo anche il sacerdote Passionista olandese Carlo di Sant'Andrea, vissuto nel 1800, apostolo dell'ecumenismo e infaticabile confessore. Portava sempre in mano il crocifisso per ricordare continuamente che l'amore gratuito di Dio passa attraverso la Croce di Gesù. Sopportò senza mai lamentarsi continue nevralgie di denti e fortissime emicranie. Altro prossimo Santo è il Frate Minore Alcantarino brasiliano Antonio di Sant'Anna, vissuto tra il 1700 e il 1800, fondatore del Monastero delle Suore Concezioniste, stimato confessore e predicatore, strenuo difensore dell'Immacolata Concezione in un tempo in cui la dottrina era ancora controversa.

Tra i prossimi nuovi Santi figura anche la religiosa francese Maria Eugenia di Gesù, vissuta nel 1800, convertita da una predica di Lacordaire dopo aver ricevuto una duplice educazione dalla madre profondamente religiosa e dal padre, un liberale sprezzante di ogni fede. Ha fondato l'Istituto delle Suore dell'Assunzione della Beata Vergine Maria in cui chiedeva alle religiose di essere contemplative nell'azione, ponendo al centro della loro vita Gesù Eucaristia.

Infine sarà proclamato Santo anche il sacerdote maltese Giorgio Preca, vissuto nel secolo scorso, fondatore della Società della Dottrina Cristiana dedicata alla formazione dei giovani. Don Preca ha anticipato il Concilio Vaticano II promuovendo l'apostolato dei laici. Divulgatore della devozione della Madonna del Carmine, diceva ai suoi giovani di praticare la Beatitudine della mitezza ad imitazione di Cristo Crocifisso: la mitezza – affermava don Preca - “può cambiare il mondo!”

Notizie dalla commissione CANONIZZAZIONE

Congregazione delle Cause dei Santi

 

Promulgazione dei decreti

Oggi 16 dicembre 2006, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privataSua Eminenza Rev.ma il Sig. Card. José Saraiva Martins , prefetto della Congregazione della Causa dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promilgare i decreti Riguardanti:

- Un Miracolo attribuito all'intercessione della Beata MARIA EUGENIA DI GESU'