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26 agosto 1817

Anne Eugénie nasce a Metz, penultima di 5 figli.
Il padre, banchiere, segue le idee di Voltaire ed é iscritto alla massoneria. Fa parte dell’opposizione liberale durante la Restaurazione. La madre forte ed energica, capace di orientare l’educazione dei figli e di far crescere in loro onestà, generosità, rettitudine. Nell’insieme una famiglia laica, priva di convinzioni religiose.
Un’infanzia segnata dalla morte prematura di due fratelli e in seguito dal fallimento del padre e dalla morte della madre per un’epidemia di colera nel 1832, ma insieme segnata da una grazia mistica durante la sua prima comunione nel Natale del 1829: “Un giorno lascerai tutto per servire questa Chiesa che ancora non conosci”.


Quaresima 1836

Affidata a una famiglia amica ricca e mondana e successivamente a una cugina molto pia, Anne Eugenie vive un’adolescenza sofferta e tormentata, alla ricerca della verità che dia senso alla sua vita, confrontata all’ educazione frivola e superficiale della classe sociale a cui appartiene.
A 19 anni, nella cattedrale di Notre Dame a Parigi è convertita mentre ascolta le parole del padre Lacordaire rifondatore dell’ordine domenicano in Francia.
“La sua parola rispondeva a tutti i miei pensieri… completava la mia intelligenza delle cose. Ero veramente convertita e in me era nato il desiderio di dedicare tutte le mie forze, o piuttosto tutta la mia debolezza a questa Chiesa che, sola ormai ai miei occhi, aveva il segreto e la capacità del Bene”.

30 Aprile 1839

A 22 anni fonda la Congregazione delle Religiose dell’Assunzione con una missione d’educazione:
“La nostra spiritualità è il nostro bene più prezioso … Gesù Cristo, Re dell’eternità, vivente in noi e nella Chiesa, l’estensione del Suo Regno in noi e nel mondo,un grande spirito di preghiera, una certa libertà di spirito, uno spirito di comunità e di amore fraterno, uno stile di educazione che sgorga dalla vita contemplativa.”

10 Marzo 1898

Maria Eugenia muore a Parigi.

9 Febbraio 1975

Paolo VI la proclama Beata
omelia

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Si sviluppa in risposta al bisogno di un nuovo tipo di educazione che metta in dialogo cultura e fede e intraveda le conseguenze sociali del Vangelo: una società trasformata dalla Parola di Cristo a partire dall’educazione di tutto l’essere, di cui Gesù Cristo sia il principio di unità

“Gesù Cristo porta una liberazione che trasforma la società.”

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Maria Eugenia ha trasmesso all’Assunzione

una spiritualità essenzialmente “ricca dello spirito della Chiesa” :

  • la devozione al Cristo nel mistero dell’ Incarnazione, ragion d’essere della nostra vita l’amore della sua Parola
  • la passione del suo Regno da estendere con tutta la vita
  • la Chiesa, identificata al Cristo risorto, Corpo di Cristo, sorgente di vita per gli uomini
  • Maria, associata ai misteri del Figlio

fondamentali, che caratterizzano lo stile di vita delle comunità :

  • una grande libertà di spirito fondata su un attaccamento assoluto al Dio della bontà in Gesù Cristo
  • una semplicità e franchezza nelle relazioni
  • un’apertura al mondo e alle grandi sfide del nostro tempo con un’affettuosa prossimità alle persone
  • una profondità di vita spirituale con una connotazione di gioia

“Lo spirito dei figli della Chiesa è uno spirito di gioia”

Tutto questo è un insieme armonioso che associa l’antico e il nuovo, la tradizione e la modernità, i valori del Vangelo e quelli del nostro tempo, la vita contemplativa e il servizio apostolico, la ricerca di Dio e il servizio degli altri.

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Un secolo in ricerca di equilibrio attraverso i grandi sconvolgimenti rivoluzionari. Un’epoca complessa e contraddittoria. Dalla monarchia si arriva alla III Repubblica, passando attraverso due Imperi, la Restaurazione e una corrente liberale che investirà tutto il secolo.
E’ il secolo di Chateaubriand e Lamartine, Victor Hugo e Musset, di Beethoven e Chopin. E’ il secolo della lotta appassionata per la libertà; il secolo della prima locomotiva, degli inizi della fotografia, del telefono, del fonografo, dell’elettricità, dell’automobile, della macchina a vapore e degli albori dell’industrializzazione.
Si scava il fossato tra le classi sociali…è secolo di miseria per il proletariato. Secolo in cui si compie il divorzio tra scienza e fede.
Secolo che porta i segni dell’egoismo, della religiosità conformista o della negazione di Dio. La paura porta una parte del mondo cattolico al ripiegamento e la induce a non riconoscere gli aspetti positivi nell’ideale di libertà e fraternità del 1789 e a rifiutare qualsiasi ideale di giustizia sociale. Sorgono profeti lungimiranti, cattolici liberali che propugnano la necessità di un mondo cristiano secondo il Vangelo.
Dio prepara testimoni inattesi e di grande statura per far fronte allo sconvolgimento degli ultimi due secoli. La chiesa è insieme ferita dalla perdita dei suoi privilegi, ma viva e fresca di nuova semina. Il XIX secolo diventa tempo di fondatori e rifondatori di ordini, tempo dell’impegno sociale cristiano di grandi personalità laiche: Montalambert, Federico Ozanam. Tempo di apostoli e profeti come don Bosco, Francesca Cabrini, il curato d’Ars, Teresa del Bambino Gesù, di convertiti come Newmann, di testimoni come Mons. Affre, arcivescovo di Parigi, che muore sulle barricate nel giugno del 1848.
La Chiesa perde sempre più il suo potere temporale. La sua storia in questo secolo é contrassegnata dal Concilio Vaticano I, dalla definizione dell’infallibilità del papa, dalla prima grande enciclica sociale: la Rerum Novarum. E’ il tempo delle apparizioni della Vergine alla Rue du Bac e a Lourdes, e del rinnovamento liturgico promosso da dom Gueranger. La liturgia, inseparabile compagna di ogni risveglio ecclesiale, è l’ultimo frutto di questo grande secolo.

In questo secolo Marie Eugénie Milleret trascorre gli ottantun’anni della sua vita, legata da grandi amicizie con i rinnovatori, in sintonia con il loro pensiero, appassionata della sua epoca, di Gesù Cristo e del Vangelo.

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